01. L’audio prima di tutto
In un contenuto informativo l’audio conta più dell’immagine: chi ascolta tollera un video mosso, non una voce coperta dal rumore. Tre scelte risolvono la maggior parte dei problemi. Avvicinare il microfono alla bocca — un microfono a venti centimetri raccoglie molta meno stanza di uno a un metro. Registrare trenta secondi di ambiente da soli, che serviranno in montaggio per raccordare i tagli. Controllare il livello prima di cominciare, tenendo i picchi lontani dalla saturazione, perché una registrazione distorta non si recupera mentre una troppo bassa sì, entro certi limiti.
02. Parametri di registrazione: cosa impostare
I valori usati come riferimento nel lavoro informativo sono pochi e stabili: campionamento a 48 kHz per l’audio destinato al video, 16 bit come minimo e 24 bit quando disponibile, formato non compresso per il materiale grezzo e compresso solo per la consegna. Per il livello complessivo di un programma, la raccomandazione tecnica europea più citata fissa la misurazione della sonorità intorno a −23 LUFS, mentre molte piattaforme normalizzano attorno a valori più alti: l’importante è misurare, non regolare a orecchio. Registrare sempre una traccia di riserva, quando il dispositivo lo permette, evita la perdita totale di un’intervista.
03. Video verticale: inquadratura e stabilità
Il formato verticale non è un ripiego: è il formato in cui la maggior parte delle persone guarda un video da telefono. Cambia la composizione, perché lo spazio utile è in altezza: il soggetto sta nella metà superiore, le informazioni scritte non si mettono negli ultimi due centimetri in basso, dove i pulsanti dell’applicazione le coprono. La stabilità si ottiene con un appoggio, non con la mano ferma; l’esposizione si blocca prima di girare per evitare i salti di luminosità. Le riprese vanno pensate per il montaggio: ogni inquadratura dura qualche secondo in più all’inizio e alla fine.
04. Sottotitoli e accessibilità
Un video informativo senza sottotitoli esclude chi non sente, chi guarda senza audio e chi legge in una lingua diversa dalla propria. Le regole di lavoro sono semplici: due righe per volta, una durata sufficiente alla lettura (come ordine di grandezza, non più di una dozzina di caratteri al secondo), nessuna divisione di una frase a metà di un gruppo sintattico, indicazione dei suoni rilevanti quando servono a capire. I sottotitoli automatici sono un punto di partenza, non un risultato: nomi propri, cifre e termini tecnici sono esattamente ciò che sbagliano più spesso, e sono la parte che conta. Anche le immagini richiedono descrizioni testuali.
05. Fotografia di cronaca: informativa, non decorativa
Una fotografia giornalistica risponde alle stesse domande del testo: che cosa, chi, dove, quando. Le didascalie sono parte del contenuto e devono contenere luogo, data e la spiegazione di ciò che si vede, senza interpretazioni. Il ritocco ammesso riguarda esposizione e bilanciamento; aggiungere, togliere o spostare elementi cambia il documento e non è consentito nell’uso informativo. Le immagini di persone riconoscibili ricadono nella protezione dei dati personali, con cautele rafforzate per minori e situazioni di fragilità: la scelta di un’inquadratura può ridurre l’esposizione senza perdere l’informazione.
06. Nomi dei file, archivio, tracciabilità
Il materiale multimediale si perde per disordine, non per guasti. Una convenzione di nome che funziona è: data in formato anno-mese-giorno, luogo, soggetto, numero progressivo. Ogni cartella contiene un file di testo con l’elenco del materiale, l’ora delle registrazioni, i consensi raccolti e le note di contesto. Le copie di sicurezza sono due, su supporti diversi, e vengono fatte lo stesso giorno. Per il materiale sensibile valgono le cautele descritte nella materia Fonti e riservatezza: separare identità e contenuto, cancellare ciò che non serve più.
| Materiale | Parametro | Valore di lavoro | Perché conta |
|---|---|---|---|
| Audio parlato | Campionamento e profondità | 48 kHz, 24 bit se disponibile | Compatibilità con il video e margine in montaggio |
| Audio parlato | Distanza del microfono | 20–30 cm dalla bocca | Riduce riverbero e rumore di stanza |
| Programma finito | Misura della sonorità | Riferimento europeo intorno a −23 LUFS | Evita salti di volume fra i contenuti |
| Video verticale | Proporzione e sicurezza dei bordi | 9:16 con margini liberi in basso | I comandi dell’app coprono la parte inferiore |
| Sottotitoli | Righe e velocità | Due righe, ordine di dodici caratteri al secondo | Leggibilità per chi non sente e per chi legge in fretta |
| Fotografia | Ritocco ammesso | Esposizione e bilanciamento, nessuna aggiunta | Mantiene il valore documentale dell’immagine |
07. Montaggio: tagli che non cambiano il senso
Nel montaggio informativo il limite è chiaro: si può accorciare, non si può far dire. Unire due frasi pronunciate in momenti diversi crea un’affermazione che non è stata fatta, anche quando le parole sono autentiche. Le pause tolte, le esitazioni ripulite e i raccordi con l’ambiente sono interventi legittimi; l’inversione dell’ordine di due risposte, no. Quando un taglio è necessario dentro una dichiarazione, va reso visibile con uno stacco o segnalato nel testo che accompagna il video. La regola pratica: un montaggio è corretto se chi ha parlato lo riconoscerebbe come fedele.
08. Pubblicare senza dipendere dagli effetti
Il materiale informativo invecchia bene quando è sobrio: pochi caratteri tipografici, contrasto sufficiente fra testo e fondo, nessuna musica che copra il parlato, nessun effetto che suggerisca emozioni non presenti nei fatti. Le didascalie e i titoli interni devono essere leggibili anche in anteprima piccola. Ogni contenuto pubblicato porta con sé le informazioni minime — data, luogo, autore, contesto — perché sopravviverà alla sua condivisione e verrà visto fuori dal luogo in cui è stato pubblicato la prima volta.
Lista di controllo tecnica
Prima di registrare e prima di pubblicare
- Livello audio controllato con margine dai picchi, cuffie indossate.
- Trenta secondi di ambiente registrati per i raccordi.
- Traccia di riserva attiva quando il dispositivo lo consente.
- Inquadratura verticale con margine libero nella parte bassa.
- Esposizione bloccata prima della ripresa.
- Sottotitoli rivisti a mano su nomi, cifre e termini tecnici.
- Didascalie con luogo, data e descrizione di ciò che si vede.
- File nominati con data e luogo, due copie su supporti diversi.
Tre domande ricorrenti
Serve un microfono dedicato?
Aiuta, ma la differenza maggiore la fa la distanza dalla bocca e la scelta di una stanza poco riverberante. Un microfono modesto vicino batte un microfono buono lontano.
I sottotitoli automatici bastano?
Come bozza sì, come prodotto no. Vanno corretti a mano proprio sugli elementi che portano l’informazione: nomi propri, numeri, unità di misura, termini tecnici.
Si può togliere una parte di una dichiarazione?
Si può accorciare senza cambiare il senso e segnalando il taglio. Non si può unire frasi pronunciate in momenti diversi per costruire un’affermazione che non è stata fatta.